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Nutrimenti primordiali e permeabilità intestinale

Pubblicata in data: 01/09/2018

Nutrimenti primordiali e permeabilità intestinale

L'alterazione della permeabilità intestinale, detta anche in U.S.A. (ove è maggiormente conosciuta e studiata) "leaky gut syndrome"[1], è oggi fortemente sospettata di essere all'origine di varie patologie quali: morbo celiaco, infezione da Candida, malattia di Crohn, infestazione da Giarda, eczema atopico, problemi digestivi, fatica cronica, allergie alimentari, intolleranze alimentari, asma, emicrania, artrite e in generale tutte le malattie autoimmuni.

I cibi che assumiamo infatti potranno trasformarsi in cellule e tessuti solo dopo esser stati digeriti ed assimilati, e per questo motivo buona parte del Sistema Immunitario – le prime nostre difese attive – è collocato nei gangli linfatici dell'intestino e sulle sue pareti (specie nel tenue con le Placche di Peyer) proprio per controllare che attraverso i cibi non penetrino nel nostro organismo anche sostanze pericolose.

Quando il sistema digerente funziona bene solo alcuni componenti, accuratamente selezionati, possono attraversare la mucosa dell'intestino ed entrare nel flusso sanguigno; ma quando le condizioni non sono ottimali può verificarsi un'infiammazione della mucosa intestinale, specialmente del colon e del retto, con conseguente diminuzione della sua capacità di permeabilità selettiva.

Inoltre un intestino disbiotico, cioè con una flora batterica alterata e insufficiente, diventa sede di varie sostanze tossiche che sovraccaricano continuamente il Sistema Immunitario, che col tempo può perdere la sua efficienza e causare varie disfunzioni e malattie.

Molte ricerche dimostrano che una permeabilità intestinale patologica può essere seriamente dannosa per la salute: Per esempio le proteine più grandi possono attraversare la parete intestinale e entrare in circolo [2]; quando questi peptidi (aminoacidi) entrano nel sangue, diventano i bersagli delle immunoglobuline circolanti che formano complessi immunitari che penetrano nei vari tessuti, dove possono provocare infiammazione e vari processi degenerativi [3].

Questa maggiore permeabilità permette anche a tossine, batteri, funghi e parassiti, che in condizioni normali non potrebbero passare, di superare la barriera protettiva ed entrare nel sangue. Se la quantità di queste sostanze supera la normale capacità detossificante del fegato si creano varie sintomatologie, tra cui: confusione, perdita di memoria, mente annebbiata, sudorazioni improvvise. Insomma, è difficile mantenersi in buona salute senza mantenere una permeabilità intestinale equilibrata e normale.

La presenza prevalente nell'alimentazione moderna di cibi poveri di nutrienti essenziali (vitamine, minerali, acidi grassi), che sono importanti fattori protettivi della mucosa intestinale, unita allo squilibrio della flora batterica e alla forte carenza di enzimi sia negli alimenti che nel nostro apparato digerente, è tra le cause principali del deterioramento della membrana intestinale. Inoltre l'eccesso di alcool, zucchero, caffeina e di vari medicinali, come ad esempio antinfiammatori o antibiotici, stimolano la crescita di una flora intestinale anomala (batteri patogeni, parassiti, candida, funghi).

È bene perciò, per ristabilire la corretta permeabilità intestinale, cercare di ridurre i cibi eccessivamente raffinati, lo zucchero, gli alcolici, i medicinali, introdurre più vegetali e verdura fresca, evitate i dolciumi e soprattutto i cibi spazzatura (merendine, snaks, ecc.), ed aumentare invece il consumo di cibi ricchi di fattori probiotici, enzimatici e nutrienti vitali: acidophilus DDS-1, bifidobatteri, enzimi di origine vegetale ad ampio spettro e microalghe Klamath.

L'integrità della mucosa intestinale può essere valutata in maniera non invasiva mediante la misurazione del rapporto di escrezione urinaria di due sostanze-test somministrate per via orale, sostanze che presentano un diverso indice di permeabilità: una molecola più grande, un disaccaride (lattulosio o cellobiosio) ed una più piccola, un monosaccaride (mannitolo o Lramnoso).

Nei pazienti con danno alla mucosa intestinale si avrà un comportamento paradossale di questi zuccheri, vale a dire che passeranno più facilmente molecole più grandi (il disaccaride) rispetto a quelle più piccole (il monosaccaride).

Quindi nelle persone con alterata permeabilità intestinale (allergie e intolleranze, celiachia, uso di farmaci ecc.), si evidenzia in un significativo aumento di rapporto di escrezione urinaria disaccaride/monosaccaride rispetto ai soggetti sani.

L’affidabilità del test è elevata ma rimane ancora un esame poco diffuso, nonostante la facilità d'esecuzione, la non invasività e il basso costo. Proprio attraverso l’uso di questo test, si sono potuti facilmente osservare gli effetti positivi del consumo di alghe Klamath sulla permeabilità intestinale.

Uno studio a doppio cieco effettuato nell’Università del New Mexico ha dimostrato che l’uso dell’Aphanizomenon Flos Aquae del lago Klamath è in grado di ripristinare la normale permeabilità intestinale dopo un solo mese. Questo risultato è stato ottenuto per l'appunto misurando il grado di permeabilità intestinale con il test lattulosio/mannitolo [4].

Il programma depurativo-rivitalizzante costituisce un ottimo supporto fisiologico per ricreare l'eubiosi intestinale e modulare la risposta immunitaria dell'organismo nei confronti di intolleranze ed allergie. 

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1. Letteralmente: sindrome dell'intestino bucato.
2. Gardner and Steffens, 1995; Klaschka, 1996; Baintner, 1986; Hemmings, 1978
3. Theofilopoulos, 1980; Fiasse et al., 1978; Hodgson et al., 1977; Dasgupta et al., 1982; Hörger et al., 1988; Goebel, 1991; Buch et al., 1988; Runowicz, 1989
4. Lo studio, che ha coinvolto ben 90 soggetti, è citato in C. Drapeau, N.Solomon, in Optimal Health Journal, August 1998

 

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