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Digerire bene, assimilare meglio

Pubblicata in data: 31/08/2018

Digerire bene, assimilare meglio

Gli enzimi alimentari sono una sottocategoria della grande famiglia degli enzimi, veri e propri mattoni fondanti della vita perché catalizzano e regolano tutte le reazioni biochimiche all'interno dell'organismo.

E' noto come i cibi crudi e fermentati siano naturalmente ricchi degli specifici enzimi necessari alla loro digestione. Così, i latticini non pastorizzati sono ricchi in lipasi e lattasi; i cereali germogliati contengono elevate quantità di amilasi e glicoamilasi; e la stessa carne cruda è ricca di proteasi.

Questo perché durante la prima ora della digestione, nella parte alta dello stomaco (porzione cardiaca) avviene una vera e propria "autodigestione" parziale degli alimenti crudi e non pastorizzati. Ciò riduce il volume di enzimi che pancreas e intestino devono produrre nelle successive fasi della digestione. Il risultato è una migliore digestione ed assimilazione degli alimenti.

Sono diversi i fattori che con lo stile di vita moderno possono creare problemi alla digestione e alterare la funzione enzimatica: alimentazione non equilibrata, cibi precotti, mal cotti o trattati, bevande alcoliche, stati febbrili e di raffreddamento, fattori di stress, indulgere troppo a tavola, masticazione insufficiente, dieta monotona o errate combinazioni alimentari, gravidanza, situazioni di intensa carica emotiva.

Gli alimenti devitalizzati di cui ci nutriamo non svolgono più quel processo di "autodigestione" ciò significa maggior lavoro per il pancreas, la cui produzione enzimatica  nel corso del tempo viene sottoposta a notevole stress, fino ad arrivare a un vero e proprio esaurimento energetico, ormonale e metabolico.

L'integrazione di enzimi nei pasti attraverso alimenti opportunamente fermentati ha una lunghissima storia, ma gli studi moderni di enzimologia sono iniziati solo nei primi decenni del secolo scorso e sulle loro basi si sono formate in seguito anche specifiche scuole mediche, soprattutto tedesche, che utilizzano gli enzimi alimentari come veri e propri strumenti terapeutici.

In genere si tratta di enzimi di origine animale, come pepsine, tripsine, pancreatina ecc. Un’altra fonte importante di enzimi alimentari sono frutti come l’ananas da cui si deriva la bromelaina, e la papaia dalla quale si ottiene la papaina.

Tutti questi enzimi hanno alcune importanti limitazioni. Innanzitutto, sono tutti enzimi proteolitici, cioè digeriscono soltanto le proteine. Inoltre, gli enzimi animali raggiungono la massima funzionalità alla temperatura di oltre 50°; mentre quelli vegetali la raggiungono tra i 20° e i 30°.

C’è però una valida alternativa: gli enzimi derivati dal fungo aspergillus (usato per la produzione di miso e tamari) attraverso un procedimento naturale messo a punto dal dr. Howell. Il primo vantaggio di questi enzimi è che hanno uno spettro completo: non solo proteasi, ma anche lipasi (grassi), lattasi (latticini), amilasi e glicoamilasi (carboidrati e zuccheri), e perfino endofitasi, che scompone quell’acido fitico che impedisce una buona assimilazione dei minerali da vegetali ed erbe.

Oltre a ciò, gli enzimi fungali raggiungono la massima funzionalità tra i 30° e i 40°, la temperatura umana. Infine, e questa è forse la cosa più importante, essi sopravvivono sia nel tratto acido che in quello alcalino e neutro dello stomaco.

Assunti prima del pasto, tutti i tipi di enzimi svolgono la maggior parte del lavoro nella parte alta dello stomaco, predigerendo gli alimenti; ma una volta che il bolo alimentare passa nella parte acida e poi alcalina dello stomaco, mentre gli altri enzimi muoiono, quelli fungali semplicemente sospendono l’attività, riattivandosi poi al livello del duodeno.

Si può dunque affermare con certezza che gli enzimi ad ampio spettro del fungo aspergillus sono in grado di rigenerare il processo digestivo, con effetti diretti ed indiretti su tutta la salute della persona(1).

Alcuni di questi enzimi, assunti in forma concentrata, svolgono ulteriori importantissime funzioni: ad esempio le proteasi sono dei potenti antinfiammatori naturali, oltre ad avere anche proprietà immunostimolanti e antitumorali (2); mentre le lipasi riescono a normalizzare il metabolismo dei grassi, del colesterolo e dei trigliceridi.

Le formulazioni a base di enzimi fungali di qualità superiore garantiscono la massima efficacia nel supporto fisiologico sia gastrointestinale che sistemico.

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(1) Anthony J. Chicoke, Enzymes and Enzyme Therapy, Keats Publ., New Conoon, CT,1994, p.159.
(2) I.Horger, et al., Zirkulierende immunokomplexe bei poliarthtritis-patienten, natura und Ganzheitsmedzin, 1988, 117. G.Stauder, K. Ransberger, et al., On the use of hydrolytic enzymes as adiuvant theropy in AIDS/ARC/LAS patients, Biomedicine et Pharmacotherapie, 1988,42:31-34.

 

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