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LA NOSTRA STORIA



La Storia di Algovit

Nel 1980 alcuni studiosi americani della NASA scoprirono casualmente un'alga verde-azzurra che cresceva in maniera completamente spontanea in un lago (Upper Klamath Lake, Oregon USA), continuamente arricchito da  depositi vulcanici che ne fanno il maggior produttore di biomassa del pianeta: oltre 10 milioni di tonnellate di cibo ogni estate. 

Incastonato in una bellissima area da sempre al riparo dell'intervento umano e circondato da vulcani spenti da cui partono corsi d'acqua che per millenni hanno continuato a depositare materiali vulcanici sul suo fondo, l'Upper Klamath è oggi il lago con il più alto tasso di mineralizzazione del mondo.

Grazie alla vitalità e ricchezza di questo ambiente primordiale, l'Aphanizomenon flos aquae, comunemente conosciuta col nome di microalga Klamath (dal nome dell'antica tribù di indiani del luogo che da sempre ne facevano uso) si è potuta sviluppare alla perfezione nel corso di secoli e secoli di maturazione

Ben presto gli scienziati si accorsero, analizzandola, che le qualità nutrizionali della Klamath, proprio per il suo carattere originario e selvatico, erano davvero speciali.

La Klamath infatti possiede una dotazione di nutrienti (minerali, vitamine, aminoacidi, antiossidanti e acidi grassi essenziali) assolutamente unica. L'ampia e perfetta sinergia dello spettro nutrizionale la rende non solo un ottimo tonico ed energetico generale, ma un vero e proprio superalimento

Nel 1992 un ricercatore italiano, il Prof. Stefano Scoglio di Urbino, si trovava per lavoro all’Università di Toronto, in Canada, e una collega gli fece provare l’alga Klamath. Così egli racconta ciò che accadde:

«Sin da ragazzo mi ero occupato di alimentazione naturale e fitoterapia, e avevo provato di tutto, con risultati più o meno buoni. Ma nessuna delle esperienze precedenti mi aveva preparato a quello che mi sarebbe accaduto con l'assunzione di questa microalga. Ricordo che la mia prima esperienza fu quella di aprire due capsule di Klamath sotto la lingua, e subito sentii il mio cervello accendersi, come se fosse passato dal motore di un'utilitaria a quello di una macchina da corsa! Una risposta così rapida accade raramente, ma gli effetti successivi sono invece assai comuni. Nel giro di pochi giorni notai una maggiore energia, sia fisica che mentale. Dormivo due ore di meno, ma in maniera più profonda e riposata, e senza stancarmi per tutto il giorno. Dopo un paio di settimane notai che la mia pelle era molto più pulita, asciutta, e luminosa, mentre i miei capelli erano molto più forti. Essendo da tanti anni un praticante yoga, notai molta più flessibilità e resistenza. Dopo un paio di mesi mi accorsi anche di un radicale miglioramento della vista; e nell'inverno successivo io, che ho sono sempre stato soggetto a raffreddori e mal di gola, ho passato un inverno senza nessuno di questi disturbi (cosa che continua ancora oggi). A tutto questo si aggiunse anche un evidente miglioramento dell'umore e dell'ottimismo, e della capacità di studio e concentrazione.» 

Stefano

L'entusiasmo che gli derivò da tale esperienza lo spinse, una volta rientrato in Italia, a proporre l’alga a parenti, amici e conoscenti in associazione ad altri nutrimenti primordiali (probiotici ed enzimi), ricevendo numerosi riscontri positivi a cominciare da quello della madre che, dopo una grave malattia e operazione, nel giro di poco tempo giunse a normalizzare la sua condizione, riportando sia il peso che i valori analitici alterati entro la norma.

Nel 1994 fonda, assieme ad alcuni amici della sua città natale, Algovit che fu la prima azienda a distribuire Klamath di qualità superiore, cioè raccolte ed essiccate con metodi all'avanguardia che ne preservano al massimo i principi nutritivi, unitamente a speciali ceppi probiotici ed enzimi fungali che ne completano la potente azione sia depurativa che rigenerante.

Alla fine di quello stesso anno contatta Luigi Gallo, che aveva conosciuto alcuni anni prima come consulente e conferenziere sui temi legati all'ecologia e alla prevenzione primaria. Napoletano di nascita e pesarese di adozione, Luigi era stato uno dei pionieri negli anni '70 dell'alimentazione naturale in Italia ed aveva insegnato per oltre 20 anni metodiche del benessere integrato collaborando con associazioni, università, enti pubblici, scuole, aziende e ospedali e partecipando, sia come relatore che come organizzatore, ad importanti convegni internazionali sulla medicina globale.

Circa un mese prima dell’incontro, tramite un comune amico, Luigi aveva avuto modo di provare un prodotto a base di Klamath sperimentando notevoli e immediati benefici. Fu perciò ben lieto di collaborare con Stefano, avviando subito un’attiva ed intensa divulgazione sia attraverso la sua vasta rete di conoscenze nel campo delle cure complementari sia presso il pubblico generale.

   Luigi

Nel giro di pochi mesi, grazie alle testimonianze sempre più numerose degli ottimi risultati ottenuti dai primi consumatori, s’innesca un potente passaparola che fa crescere esponenzialmente il numero degli utilizzatori dell’alga e dei suoi complementi nutraceutici (probiotici ad alta resistenza e vitalità ed enzimi ad ampio spettro e funzionalità).

Alla fine del 1995 Algovit conta già centinaia di clienti soddisfatti e dal primo minuscolo locale, dove si inscatolavano e spedivano i prodotti allora provenienti già confezionati dagli U.S.A., l’azienda nel giro di qualche anno (tra il ’96 e il ’98) comincia a espandersi creando un’unità produttiva autonoma, distribuzioni all’estero e una nuova linea dedicata al canale medico ed erboristico.

Preziosa, agli esordi, la collaborazione in primis di Gianfranco, responsabile commerciale e in seguito direttore di produzione, di Carla, successivamente sostituita da Rosanna, al servizio clienti, Marilù e poi Alessandro alle spedizioni, Gianni, video maker del primo documentario sull’alga Klamath e le sue proprietà nutrizionali e salutistiche.

Nel frattempo Stefano si dedica sempre di più alla ricerca scientifica sulla Klamath e i nutrimenti primordiali in collaborazione con importanti istituti universitari e qualificati centri di ricerca, diventando il massimo esperto mondiale dell’alga e inventore di brevetti a base di suoi estratti con proprietà nutraceutiche specifiche e loro composizioni esclusive con fitocomposti sinergici.

Ma, nel 1998, colpo di scena: i NAS sequestrano l'alga Klamath su tutto il territorio nazionale perché tossica, non solo ma addirittura, sostengono, "potenzialmente letale"!

Cos'era successo? A causa di alcune bufale diffuse su Internet (probabilmente dai produttori di alghe coltivate) la Klamath viene confusa con altre specie effettivamente tossiche e a niente valgono i chiarimenti immediatamente forniti all'ISS (Istituto Superiore di Sanità) e i certificati di analisi che ne comprovano la totale atossicità e purezza.

Ancora oggi non sono chiari i motivi di questo ingiustificato accanimento. Il prof. Scoglio spiega tutti i retroscena in un accuratissimo e dettagliato dossier sugli studi e le indagini relative alla tossicità delle microalghe verdi-azzurre e della Klamath in particolare.

L'azienda importatrice e produttrice delle formulazioni a base di alga Klamath rischia di chiudere i battenti e lasciare migliaia di consumatori orfani del loro amato supercibo.

Provvidenzialmente si fanno avanti degli investitori stranieri che, una volta verificate le caratteristiche dell'alga e l'assoluta sicurezza per il consumo, si offrono di gestirne la distribuzione dall'estero su tutto il territorio europeo.

Questa insperata opportunità consente alle linee produttive di restare, seppur con operatività ridotta, attive durante l'insolitamente lungo periodo del divieto di commercializzazione.

Trascorsero infatti ben 9 mesi (!) prima che il prodotto, dopo numerosi test di tutti i generi – inclusi quelli sui topi che stavano molto meglio in salute dopo aver mangiato la Klamath – e rimpalli tra le procure di Roma e Urbino, fosse riammesso alla vendita senza neanche le scuse tardive dell’ISS.

La cosa, sempre a causa di segnalazioni dei denigratori di turno, si è ripetuta altre 2 volte nel corso degli anni (l’ultima nel 2009) ma per periodi molto più brevi e verifiche, dati i precedenti, molto più rapide. 

I nuovi distributori continuano comunque ad avvalersi della consulenza scientifica di Stefano e dell'esperienza formativa e organizzativa di Luigi al quale nell'anno successivo (1999) affidano la direzione e il rilancio di Algovit.

Vengono formulati nuovi prodotti per aree fisiologiche specifiche e avviati i primi servizi di assistenza e consulenza on line. A quell’epoca erano pochissime le aziende che si avvalevano delle nuove tecnologie per gestire la comunicazione e la relazione con i propri clienti.

Questa innovazione consolidò la reputazione e accrebbe la conoscenza del marchio presso un’utenza sempre più vasta di potenziali consumatori.  

Agli inizi del nuovo millennio il sistema di distribuzione, fino ad allora basato sull’attività di consumatori-promoter e sul passaparola spontaneo, comincia ad assumere progressivamente le attuali caratteristiche.

Cristina, collaboratrice esterna fino al 2001, diventa responsabile del servizio clienti e nasce Algovit Club, una community di consumatori informati e gruppi di acquisto solidale che hanno un rapporto privilegiato, sia in termini economici che di assistenza e consulenza, con l’azienda di cui diventano a loro volta supporter o anche co-distributori.

Cristina 

Nel 2002 diventa possibile, oltre a consultare il catalogo elettronico, compilare e inviare il modulo d’ordine direttamente dal sito. Questa prima forma di negozio on line evolverà negli anni successivi in una completa piattaforma di e-commerce con carrello virtuale e sistema di pagamento sicuro.

La gestione del sito (aggiornamento dei contenuti, catalogo prodotti, invio newsletter, promozioni e offerte) è affidata a Luca, il quale si unisce allo staff nel 2006 dopo una prima esperienza nel reparto spedizioni.

Luca 

Sia la piattaforma web che i servizi di informazione e consulenza si sono evoluti negli anni migliorando costantemente la loro qualità ed efficienza e adeguandosi alle nuove esigenze di un consumo più attento e consapevole, che privilegia la condivisione attraverso i social e utilizza strumenti di comunicazione, come i tablet e gli smartphone, sempre più pratici e interattivi.

Oltre a Cristina e Luca, Algovit si avvale oggi della collaborazione di Massimiliano (marketing e comunicazione), Sonia (amministrazione contabile), Sandro (fiscalità e legislazione), Francesco (ufficio acquisti), Dennis (logistica e coordinamento), Nicola (magazzino e spedizioni).

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